Presentazione del Fascicolo 1-2026
Riccardo Troncone
Vol. 56, N. 221 gennaio-marzo 2026

Infettivologia pediatrica
A cura di Vania Giacomet
La sezione dedicata alla Infettivologia di questo fascicolo raccoglie tre contributi che mettono in luce alcuni aspetti peculiari dell’Infettivologia pediatrica. Il primo contributo si propone di evidenziare il rischio infettivo legato alle patologie emergenti, riemergenti e neglette in un mondo sempre più globalizzato. I viaggi internazionali, il cambiamento climatico, l’urbanizzazione e lo spostamento di merci e persone facilitano la diffusione di vettori, la distruzione degli habitat naturali e il possibile spillover tra animali e uomo. Inoltre, l’alterazione delle condizioni ambientali può favorire la comparsa di infezioni in aree in cui in precedenza erano rare. Le infezioni riemergenti, invece, mostrano un incremento dell’incidenza dopo un periodo di apparente declino. Infine, viene dedicato uno sguardo alle patologie neglette, che colpiscono prevalentemente le popolazioni più svantaggiate e che, per questo, ricevono minore attenzione e finanziamenti, pur potendo interessare anche il mondo occidentale.
Il secondo contributo affronta il problema del crescente aumento delle infezioni sessualmente trasmissibili tra adolescenti e giovani adulti. Gli adolescenti risultano particolarmente vulnerabili a causa di fattori socio-culturali, scarsa informazione e difficoltà di accesso ai servizi sanitari, legate a paura, tabù o mancanza di consenso parentale. Per contrastare questo fenomeno sono fondamentali diverse strategie preventive: la promozione dell’uso corretto del preservativo, la vaccinazione (contro HPV ed epatite B) e l’esecuzione di controlli periodici, soprattutto in presenza di rapporti non protetti. Sono inoltre disponibili trattamenti preventivi specifici per l’HIV, quali la PEP (profilassi post-esposizione) e la PrEP (profilassi pre-esposizione), oltre a terapie mirate come antibiotici per le infezioni batteriche e antivirali per quelle di origine virale.
Il terzo contributo si focalizza sui progressi ottenuti negli ultimi anni nella diagnostica microbiologica. Metodologie innovative, generalmente basate su tecniche di amplificazione genica multiplex, consentono di rilevare simultaneamente il materiale genetico (RNA o DNA) di un numero sempre maggiore di agenti patogeni, fornendo risultati in poche ore. Ciò permette una gestione clinica e terapeutica più tempestiva ed efficace: l’identificazione dello specifico patogeno consente infatti una scelta terapeutica mirata e un uso più razionale degli antibiotici, contribuendo a contrastare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza.
Emergenze/Urgenze
A cura di Stefano Masi
La sezione dedicata alle Emergenze/Urgenze propone tre interessanti articoli su tre tematiche che, per quanto fortunatamente poco frequenti, necessitano di uno sguardo attento e preparato dei pediatri, dato il rischio possibile di un ritardo diagnostico. Sono tre contributi che riguardano la miocardite in età pediatrica, il trauma cranico e l’ingestione di caustici.
Il primo articolo affronta il tema della miocardite in età pediatrica, infiammazione rara, ma probabilmente sottostimata per difficoltà diagnostiche, soprattutto per la mancanza di test diagnostici non invasivi specifici, con conseguente difficoltà anche nell’approccio terapeutico. È gravata da un’alta mortalità e il contributo ha lo scopo di fornire strumenti basati sulle più recenti linee guida ed evidenze scientifiche per una gestione diagnostico-terapeutica ottimale.
Il secondo articolo riguarda il trauma cranico nei bambini, importante condizione di accesso al Pronto Soccorso pediatrico. Sebbene la maggioranza dei casi sia classificabile come trauma cranico minore, costituisce la principale causa di decesso e disabilità neurologica nei paesi sviluppati. L’articolo si sofferma sui criteri di gravità sviluppati dal Pediatric Emergency Care Applied Research Network (PECARN), indispensabili per definire anche la necessità di esami neurodiagnostici come la TAC, anche alla luce della necessità di radioprotezione di soggetti in età pediatrica.
Il terzo articolo descrive una condizione che, seppur per fortuna non particolarmente frequente, può determinare danni permanenti all’apparato gastrointestinale o addirittura la morte, l’ingestione di caustici. Sono interessati soprattutto bambini di età inferiore ai 5 anni e il rischio maggiore lo si ha proprio nelle mura domestiche. L’articolo fa un interessante excursus sui principali prodotti caustici e sulla loro pericolosità.
Frontiere
A cura di Alessandro Aiuti, Raffaele Badolato, Andrea Biondi, Achille Iolascon
L’articolo di Capasso e coll. approfondisce il tema della terapia genica per le patologie ereditarie della retina. Le malattie retiniche ereditarie (MRE) sono patologie monogeniche rare che colpiscono la retina (principalmente i fotorecettori coni e/o bastoncelli), causando una progressiva perdita della vista fino alla cecità nei casi più gravi. Fino a pochi anni fa, prospettive terapeutiche valide per le MRE erano del tutto assenti. Questo quadro negativo sta però cambiando grazie ai progressi della terapia genica. In questo articolo sono descritte le ragioni per cui le MRE rappresentano al momento uno dei più promettenti campi di applicazione della terapia genica. Viene inoltre offerta una ricognizione sulle principali sperimentazioni in corso con le maggiori probabilità di sfociare in procedure clinicamente rilevanti. I risultati attesi saranno cruciali per stabilire se i livelli di espressione ottenuti siano sufficienti a garantire benefici clinicamente rilevanti nell’uomo, determinando così l’effettiva maturità di queste piattaforme per l’applicazione terapeutica su larga scala.
Focus
A cura di Generoso Andria
L’articolo di Boccaletti e coll. affronta i problemi posti dall’alopecia areata (AA), una comune patologia autoimmune non cicatriziale dell’età pediatrica, con esordio frequente in età prescolare e un impatto significativo sulla qualità di vita. Scopo di questa revisione è fornire al pediatra un aggiornamento chiaro e sintetico sulle più recenti conoscenze riguardanti l’alopecia areata in età pediatrica, includendo dati epidemiologici aggiornati, comorbidità associate, limiti delle terapie convenzionali e prospettive aperte dai nuovi trattamenti mirati come gli inibitori JAK. Il ritlecitinib, inibitore JAK3/TEC, ha dimostrato efficacia nella ricrescita dei capelli in adolescenti con AA moderata-grave ed è oggi approvato per pazienti di 12 anni o più. Particolare attenzione è dedicata agli studi più recenti, con un taglio orientato alla pratica e alle ricadute cliniche.
Buona lettura
Riccardo Troncone