Nuove frontiere in pneumologia pediatrica: biomarcatori, diagnostica avanzata e terapie personalizzate per le principali patologie respiratorie dell’età evolutiva
Federica Chironi1, Alessia Mariani1, Beatrice Andrenacci2, Barbara Madini2, Alessia Rocchi2, Maria Francesca Patria2
Vol. 55, N. 218 aprile-giugno 20251 Università degli Studi di Milano; 2 Pediatria Pneumoinfettivologia, Fondazione IRCCS Ca’ Granda, Ospedale Maggiore Policlinico Milano
Riassunto
Negli ultimi anni la pneumologia pediatrica ha vissuto un notevole sviluppo scientifico, grazie a studi clinici, sperimentali e osservazionali che hanno arricchito la conoscenza delle malattie respiratorie e trasformato l’approccio clinico. Questo articolo offre una rassegna critica delle principali innovazioni emerse tra il 2023 e il 2025, con attenzione a evidenze direttamente applicabili alla pratica quotidiana.
In ambito asmatico, l’uso dello z-score per interpretare il FEV1 consente di distinguere con maggiore precisione tra variazioni fisiologiche e reali peggioramenti clinici. Nuovi dati confermano l’infezione da rinovirus nei primi mesi di vita come importante fattore di rischio per wheezing precoce, mentre l’adenotonsillectomia nei bambini con OSA è associata a una marcata riduzione degli episodi di wheezing.
Sul fronte diagnostico, la diagnosi delle chILD segue un approccio progressivo, riservando la biopsia polmonare solo ai casi non identificati da indagini meno invasive.
Nei disturbi respiratori del sonno, la polisonnografia resta il gold standard nella diagnosi di OSA, ma la pulsossimetria notturna si consolida come valido screening iniziale. Il futuro, tuttavia, è tecnologico: nuovi device basati sull’IA sono pronti a rivoluzionare la medicina del sonno.
Nel complesso, queste evidenze delineano i contorni di una pneumologia pediatrica sempre più digitale, personalizzata e centrata sul paziente, aprendo nuovi orizzonti di ricerca e prospettive terapeutiche.
Parole chiave: asma, wheezing, chILD, DCP, intelligenza artificiale
Summary
Pediatric pulmonology has entered a new era of growth, fueled by clinical, experimental, and observational studies that have deepened our understanding of respiratory diseases and redefined clinical strategies. This article critically reviews the most impactful advances between 2023 and 2025, with a focus on evidence ready to transform everyday care.
In asthma, using z-scores to interpret FEV1 changes now allows clinicians to better distinguish physiological variability from true clinical deterioration.
Early rhinovirus infection has been confirmed as a major risk factor for early wheezing, while adenotonsillectomy in children with OSA significantly reduces wheezing episodes within months after surgery.
In diagnostics, a stepwise approach to chILD now prioritizes less invasive assessments, reserving lung biopsy for unresolved cases.
In sleep medicine, while polysomnography remains the gold standard for diagnosing OSA, nocturnal pulse oximetry is gaining ground as a practical and accessible screening tool. Moving forward, technology-driven innovations – particularly AI-based devices – are set to expand access to sleep diagnostics.
Together, these findings outline the future of pediatric pulmonology as increasingly digital, personalized, and patient-centered, opening new frontiers in research, innovation, and care delivery.
Key words: asthma, wheezing, chILD, PCD, artificial intelligence