Device tecnologici e sviluppo neuropsichico: un rischio emergente e spesso sottovalutato nella prima infanzia
Simona Orcesi1,2, Sonia Trussardi2, Sarah Nazzari1, Cecilia Naboni1
Vol. 55, N. 220 ottobre-dicembre 2025
1 Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento, Università di Pavia; 2 SC Neuropsichiatria Infantile, IRCCS Fondazione C. Mondino, Pavia

Riassunto
L’utilizzo di tecnologie digitali tra bambine e bambini molto piccoli è un fenomeno in costante crescita, favorito dalla presenza di smartphone e tablet nella vita quotidiana. Se attualmente si discute molto, sia in ambito scientifico che a livello di mass-media, dei rischi dell’uso eccessivo o inappropriato degli strumenti tecnologici da parte dei bambini in età scolare e degli adolescenti, meno attenzione viene rivolta all’esposizione e alla familiarità fin dai primi mesi di vita. L’uso dei dispositivi digitali nei primi mesi/anni di vita può costituire però un vero rischio sia per il sistema familiare sia per il neurosviluppo, di cui spesso le famiglie hanno poca consapevolezza. L’esposizione agli schermi avviene infatti all’interno della relazione adulto-bambino: percezioni, abitudini e pratiche genitoriali ne modellano qualità e quantità.
Un primo aspetto che sta assumendo un crescente rilievo è il fenomeno della technoference, ovvero l’interferenza generata dall’uso dei dispositivi digitali da parte degli adulti durante le interazioni quotidiane con il bambino. Le distrazioni digitali, infatti, possono ostacolare momenti di scambio e responsività, riducendo il tempo dedicato ad attività relazionali condivise. Inoltre, lo sviluppo cerebrale precoce è rapido e altamente recettivo all’ambiente multisensoriale e alla qualità delle interazioni con il caregiver: in questa fase il neurosviluppo e l’apprendimento si basano su esperienze concrete, interattive e condivise, mentre i contenuti digitali risultano poco significativi. I bambini faticano a trasferire ciò che vedono sullo schermo allo spazio reale tridimensionale, fenomeno noto come “video deficit effect”. L’apprendimento, in questa fase, diviene infatti più efficace quando si basa su esperienze concrete, interattive e condivise.
In questo contesto, l’esposizione precoce e continuativa ai dispositivi digitali ha alimentato un ampio dibattito sui potenziali rischi e benefici, con evidenze scientifiche che la correlano ad alterazioni nelle principali aree dello sviluppo: relazionale, cognitiva, motoria, comunicativo-linguistica, attentiva e di autoregolazione.
Le linee guida pediatriche internazionali e nazionali raccomandano di limitare e regolare l’uso dei dispositivi digitali, sottolineando l’importanza di evitarli nei primi mesi/anni di vita. Tuttavia, l’aderenza da parte delle famiglie a tali indicazioni e la consapevolezza dei potenziali rischi restano ridotte. Accanto al dibattito sui potenziali rischi, emerge il ruolo centrale dei genitori nel mediare l’accesso e l’esposizione a questi strumenti, promuovendone un uso coerente con i bisogni evolutivi del bambino.
Parole chiave: tecnologia, prima infanzia, neurosviluppo, tecnoferenza, digitale
Summary
The use of digital technologies among very young children is a growing phenomenon, facilitated by the widespread presence of smartphones and tablets in everyday life. However, the use of digital devices in the first months and years of life may create risks both to the family system and to the child. Screen exposure, in fact, occurs within the adult–child relationship: parental perceptions, habits, and practices shape both its quality and quantity.
In the early years of a child’s life, crucial for neurodevelopment, the phenomenon of technoference is gaining increasing attention. Technoference refers to the interference generated by adults’ use of digital devices during everyday interactions. Digital distractions can disrupt moments of exchange and responsiveness, reducing time of shared relational activities. Moreover, early brain development is rapid and highly receptive to the multisensory environment and to the quality of interactions with caregivers. In this context, early and continuous exposure to digital devices has increased extensive debate regarding potential risks and benefits, with scientific evidence linking such exposure to many alterations in key areas of development: relational, cognitive, motor, communicative-linguistic, attentional, and self-regulatory domains. In early childhood, digital content tends to be of limited significance: children struggle to transfer what they see on a screen to the real three-dimensional world, a phenomenon known as the “video deficit effect”. At this stage, learning is more effective when it is based on concrete, interactive, and shared experiences.
Pediatric guidelines recommend limiting and regulating the use of digital devices, emphasizing the importance of avoiding exposure during the first months and years of life. Nevertheless, family adherence to these recommendations and awareness of potential risks remain low. Alongside the debate on the risks associated with digital devices, the central role of parents emerges in mediating children’s access and exposure to these tools, promoting patterns of use that are consistent with the child’s developmental needs.
Key words: technology, early childhood, neurodevelopment, technoference, digital