La malattia da anticorpi anti-MOG: novità in neuroimmunologia pediatrica
Eleonora Agata Grasso
Vol. 54, N. 214 – aprile-giugno 2024Dipartimento di Pediatria, Università di Chieti; Dipartimento di Neuroimmunologia, Children’s Hospital of Philadelphia, Philadelphia, Stati Uniti
Riassunto
L’attenzione per le patologie demielinizzanti del Sistema Nervoso Centrale (SNC) in età pediatrica è cresciuta notevolmente negli ultimi anni, portando a importanti novità dal punto di vista diagnostico e terapeutico. Tra queste, l’identificazione degli anticorpi rivolti verso la glicoproteina mielinica oligodendrocitaria (myelin olygodendrocyte glycoprotein, MOG) è stata parte integrante di tale rivoluzione. Se inizialmente si ipotizzava che tali anticorpi fossero coinvolti nell’eziopatogenesi della sclerosi multipla (SM), negli ultimi anni la loro presenza ha contribuito a definire un fenotipo clinico a sé stante: la malattia da anticorpi anti-MOG (MOG antibody disease, MOGAD).
Rispetto ad altre patologie demielinizzanti del SNC come la SM o lo spettro dei disordini della neuromielite ottica, la MOGAD colpisce più frequentemente i bambini, e per tale motivo rientra tra le patologie di interesse per il neurologo pediatra.
L’esordio della MOGAD si manifesta più frequentemente come encefalomielite acuta disseminata nei pazienti più giovani e come neurite ottica negli adolescenti. Il decorso clinico può essere mono o polifasico, con un rischio di ricaduta maggiore nei mesi successivi all’esordio e con ricadute che più frequentemente si manifestano con il coinvolgimento del nervo ottico.
Recentemente l’International MOGAD Panel ha proposto i primi criteri diagnostici per questa patologia, secondo i quali si può porre diagnosi di MOGAD di fronte a un evento clinico suggestivo di demielinizzazione del SNC, in associazione al riscontro di positività agli anticorpi anti-MOG dosati su siero e all’esclusione di diagnosi alternative. È posta grande attenzione alla sensibilità e alla specificità della metodica di esecuzione del test, il cui gold standard è rappresentato dal dosaggio degli anticorpi mediante saggio cellulare. In caso di risultati borderline o di negatività, per porre diagnosi sarà invece necessaria la presenza di ulteriori elementi clinici, laboratoristici o radiologici.
Sebbene non esistano dei protocolli terapeutici universalmente riconosciuti, con un approccio analogo a quello utilizzato per le altre patologie demielinizzanti, il trattamento dell’evento acuto si basa sulla somministrazione di corticosteroidi ad alte dosi, seguito dalla somministrazione di immunoglobuline per via endovenosa o all’esecuzione di plasmaferesi in caso di un’insufficiente risposta clinica. Solo in caso di una ricaduta si considera invece l’avvio di un trattamento immunomodulante (in regime off-label)
Parole chiave: MOGAD, malattie demielinizzanti, anticorpi anti-MOG, neuroinfiammazione
Summary
The focus on demyelinating disorders of the Central Nervous System (CNS) in pediatric age has grown considerably in recent years, leading to important innovations from a diagnostic and therapeutic point of view. Among these, the identification of antibodies directed against myelin oligodendrocyte glycoprotein (MOG) was an integral part of this revolution.
If it was initially hypothesized that these antibodies were involved in the pathogenesis of multiple sclerosis (MS), in recent years their presence has contributed to defining a clinical phenotype in its own right: anti-MOG antibody disease (MOGAD).
Compared to other demyelinating conditions of the CNS such as MS or neuromyelitis optica spectrum disorder, MOGAD more frequently affects children, and for this reason, it is among the pathologies of interest to the pediatric neurologist.
The onset of MOGAD manifests itself more frequently as acute disseminated encephalomyelitis in younger patients and as optic neuritis in adolescents. The clinical course can be mono or polyphasic, with a greater risk of relapse in the months following onset and with relapses that more frequently occur with the involvement of the optic nerve.
Recently the International MOGAD Panel has proposed the first diagnostic criteria for this condition, according to which the diagnosis of MOGAD can be made in the face of a clinical event suggestive of demyelination of the CNS, in association with the finding of positivity to anti-MOG antibodies dosed on serum and the exclusion of alternative diagnoses. The Panel remarked the importance of acknowledging the sensitivity and specificity of the test execution method, the gold standard of which is represented by the dosage of antibodies using a cell-based assay. In case of borderline or negative results, the presence of further clinical, laboratory, and/or radiological elements will be necessary to establish the diagnosis.
Although there are no universally recognized therapeutic protocols, with an approach similar to that used for other demyelinating pathologies, the treatment of the acute event is based on the administration of high-dose corticosteroids, followed by the administration of intravenous immunoglobulins or the execution of plasmapheresis in case of insufficient clinical response. The start of an immunomodulatory treatment (in an off-label regime) is only considered in the event of a relapse.
Key words: MOGAD, demyelinating diseases, anti-MOG antibodies, neuroinflammatory diseases